I FATTI DEL BUONGOVERNO: Berlusconi salva la Svizzera…

Un intervento volutamente “sottotraccia”, ma decisivo. Ancora una volta, è una telefonata di Silvio Berlusconi a sbloccare, nell’interesse dell’Europa e dei suoi cittadini, una pericolosa situazione di stallo diplomatico. Lontano dalla grancassa mediatica e dai trionfalismi della diplomazia, il Presidente Berlusconi con una lunga telefonata al leader libico Gheddafi ha ottenuto due importanti risultati: il primo è che la crisi tra Libia e Svizzera sfociata nell’accerchiamento a Tripoli dell’ambasciata elvetica per arrestare l’uomo d’affari svizzero Max Gueldi non è degenerata in vera e propria irruzione; il secondo è che sia Gueldi, sia il connazionale Hamsani, entrambi accusati dalla Jamahiria d’avere contravvenuto alle leggi sull’immigrazione e sulle transazioni commerciali, hanno lasciato la rappresentanza per raggiungere uno la Tunisia, sua seconda patria, l’altro un luogo nel quale potrà scontare una condanna per quattro mesi ma sotto il controllo degli ambasciatori europei. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a Bruxelles ha spiegato che quella telefonata, lunedì sera, ha scongiurato “l’esasperazione”. Un eufemismo diplomatico che rende bene l’idea dell’alta tensione vissuta nelle diverse capitali europee e a Tripoli per la determinazione libica. La Svizzera non solo aveva arrestato uno dei figli di Gheddafi per avere picchiato due persone di servizio, ma aveva stilato una “lista nera” di indesiderati tra i quali compariva lo stesso Colonnello. Per ritorsione, il regime libico aveva bloccato l’ingresso dei cittadini dei Paesi Schengen. Una crisi dei visti, rafforzata dal “caso” dei due imprenditori svizzeri nel mirino dei libici. La telefonata di Berlusconi è durata a lungo, venti minuti. E non è stata semplice. Adesso qualcuno dirà (già dice) che l’Italia amica della Libia si pone in una posizione diversa da quella del resto d’Europa, tanto che il nostro ambasciatore non era presente insieme ad altri ambasciatori europei all’interno della rappresentanza elvetica, “scudi diplomatici” contro una possibile irruzione. Il fatto è che il rapporto diretto tra Berlusconi e il Colonnello Gheddafi ha letteralmente sbloccato la crisi. Un’opera di mediazione efficace come in altre occasioni. Basti ricordare la telefonata con il leader turco Erdogan a Strasburgo, prima dell’inizio del vertice Nato che sembrava destinato a fallire per il veto di Ankara alla nomina di Rasmussen segretario generale. Quella telefonata è passata sui media come una gaffe di Berlusconi, fandonia tanto più fraudolenta in quanto proprio quella conversazione con Erdogan ha rappresentato la svolta dell’intero vertice e ricomposto la frattura che si era clamorosamente creata nell’Alleanza atlantica. Altra mediazione efficace di Berlusconi in quest’ultimo anno e mezzo di intensa attività di politica estera è stata quella tra la Russia e la Georgia al fianco di Sarkozy presidente di turno dell’Unione Europea, per evitare il bagno di sangue dell’ingresso delle truppe russe a Tbilisi e una gigantesca crisi internazionale con la compromissione dei rapporti tra la Russia e il mondo atlantico (Usa-Ue). E ancora: la mediazione tra Nato e Russia che ha consentito la ripresa della cooperazione militare nel quadro del trattato di associazione firmato a Pratica di Mare tra Mosca e l’Alleanza atlantica. O quella all’interno della Ue sulla posizione comune riguardo alle misure da prendere contro il riscaldamento del pianete. Infine, un ruolo di mediazione importante viene svolto anche in queste settimane da Berlusconi sul fronte mediorientale e in vista di probabili sviluppi negativi della crisi nucleare con l’Iran. Per dire le cose serie che vengono “fatte” da questo governo e dal suo presidente a dispetto di una copertura mediatica interessata piuttosto al gossip rosa prima, e a quello giudiziario poi.

Grande Evento…

 

 

Evento…

Incontro…

 

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Campione: revocato lo sciopero…

 

Scritto da Anna Maria Rengo Giovedì 17 Dicembre 2009 09:32

campione-italiaRevocato lo sciopero al Casinò di Campione. Dopo circa quattro ore e mezzo si è conclusa ieri la riunione tra la Rsu e la casa da gioco, con la firma di un documento di revoca dello sciopero a fronte di un impegno preso dall’azienda ad aprire la trattativa del rinnovo contrattuale (scaduto tre anni fa) dal 27 gennaio prossimo con un termine massimo del 30 giugno 2010. “Siamo contenti – sottolinea Fiorenzo Dorigo, del Club della Libertà di Campione – che alla fine il buon senso e la constatazione dei fatti sulla situazione delicata che sta attraversando il casinò hanno fatto sì che lo sciopero rientrasse.

Sappiamo che i problemi rimangono, e con questo auspichiamo che da oggi in avanti le relazioni sindacali riprendono con serenità, serietà e responsabilità. I lavoratori insieme ai sindacati per l’ennesima volta hanno fatto vedere l’attaccamento per la propria azienda, ma ribadiamo che il malessere lavorativo rimane e in questo modo non si va da nessuna parte”.

Anche la Uil aveva sollevato ieri una serie di interrogativi alla proposta dei sei giorni di sciopero, da Santo Stefano a Capodanno promossa dalla rappresentanza sindacale unitaria del Casinò di Campione.

“Siamo consapevoli – aveva detto la Uil – che la situazione interna alla casa da gioco sia arrivata a un punto talmente basso e mai raggiunto fino ad ora che è necessario dare una svolta a questa empasse, il malessere lo si percepisce anche dallo sguardo dei lavoratori che si incrociano nei vari corridoi aziendali. I problemi sono talmente tanti che è difficile anche iniziare a sviscerarne uno. Senza dimenticare anche il reparto dato in appalto delle pulizie, che comunque è fondamentale per l’immagine che quest’azienda da alla clientela, anch’esso con grandi problemi mai risolti. Dopo questa premessa, bisogna avere il coraggio di uscire dai soliti schemi legati al passato, un’analisi della situazione fatta in modo concreta e che tenga presente cosa sta succedendo intorno a noi, è fondamentale per raggiungere un obbiettivo comune, lavoratore e azienda. A livello nazionale italiano il 2010 sarà un anno dove il settore del gioco verrà liberalizzato, in quanto si apriranno su tutto il territorio sale da gioco con la possibilità di installare slot machines con un potenziale di gioco simile a quello dei casinò, senza dimenticare che da gennaio partono anche i veri e propri casinò on-line. Tutto questo, insieme alla concorrenza che abbiamo delle due case da gioco svizzere e una legge anti-riciclaggio ancora più restrittiva, di certo il prossimo anno, con queste premesse, sarà un anno molto difficile”.

Si tira insomma un bel sospiro di sollievo, almeno sotto le feste natalizie. “Abbiamo illustrato all’amministratore delegato del Casinò, Antonio Resnati, tutte le nostre preoccupazioni per l’anno che si sta per aprire e per il moltiplicarsi dell’offerta di gioco, con particolare riferimento all’arriivo delle Vlt – sottolinea Gilberto Russo, delegato al direttivo regionale Uil – in questo contesto, la revoca dello sciopero va interpretata come un atto di responsabilità da parte di tutte le sigle sindacali”.

 www.gioconews.it

2 dicembre 2009

PARLIAMO DEL PRESENTE PER PROGETTARE IL FUTURO

RASSEGNA STAMPA 

RELAZIONE DELLA SERATA

 

Mercoledi’ 2 dicembre alle ore 21,00 presso la sala riunione dell’Hotel Campione di Bissone, il Club della Libertà unitamente all’organizzazione nel Popolo della Libertà ha accolto un numeroso pubblico per  un incontro quale preludio di altri incontri a tema.

Hanno fatto gli onori di casa Fiorenzo Dorigo (Club della Libertà) e Alessandro Nardone (Nel Popolo della Libertà), ospite della serata Giorgio Pozzi, Vice Coordinatore del Popolo della Libertà.

Dorigo ha anticipato gli argomenti che verranno portati al vaglio dei vertici provinciali del Pdl:

  • frontalieri e Accordo Italia-Svizzera: In attuazione di tale accordo, il Ministero dell’economia e delle finanze, con apposito decreto, stabilisce il criterio di ripartizione delle somme affluite per compensazione finanziaria a favore dei comuni, formalmente individuati come di confine, il cui territorio sia compreso, in tutto o in parte, nella fascia di 20 Km dalla linea di confine con l’Italia dei tre Cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese. Per cui il lavoratore frontaliere che supera la fascia dei 20 km, è penalizzato al massimo, in quanto in termini di imposta  è soggetto alla doppia tassazione. E’ nostra ferma intenzione cercare di sensibilizzare le istituzioni per far eliminare la fascia chilometrica. 
  • Convenzione Italia Svizzera per cittadini AIRE: versamento del contributo economico da parte del Comune di Campione ai Comuni elvetici. Ci adopereremo per sottolineare il valore aggiunto, sia in termini sociali che economici che i cittadini  campionesi e gli AIRE danno ai comuni elvetici: utenze, assicurazioni, automobili, scuole, beni al consumo, vita sociale etc…
  • Casa da gioco: ampliamento dell’offerta dei giochi, mediante l’autorizzazione dell’emissione sul mercato delle VLT (video lottery terminal).  I 4 casino’ italiani, si troveranno a combattere l’aggressiva concorrenza esercitata dai giochi di stato…saremo circondati da centinaia di piccoli casino’. Nel merito si sta organizzando una convention sulle VLT che ospiterà personalità del settore. Occorre salvaguardare la nostra peculiarità e il nostro know how, in sintonia con i tempi, insomma:

“inizia una nuova storia, ma è sempre la nostra storia”

Nardone ha spiegato il significato dello slogan “Anch’io partecipo, Merito, Decido”…… “molto, anzi tutto, è racchiuso in queste tre parole che, badate, non sono semplicemente uno slogan, ma la perfetta rappresentazione letterale dello spirito che anima questo nuovo capitolo della nostra avventura nel Popolo della Libertà. Ripartire, insomma, consci che in principio conterà più il viaggio della meta, chiaramente non disdegnando la meta, ma consapevoli che bisogna per prima cosa intraprendere il cammino.Per questo nasce “Nel Popolo della Libertà”, perché vogliamo dare il nostro contributo ad una causa nella quale crediamo con tutte le nostre forze, e intendiamo farlo in modo concreto, direttamente sul campo, stando tra la gente”.

Ha concluso la serata il Vice Coordinatore del Pdl Giorgio Pozzi che ha portato al pubblico anche i saluti del Senatore Butti, e ha sottolineato l’assoluta necessità del dialogo, dello stare tra la gente, Pozzi con una simpatica storiella ha voluto trasmetterci i suoi credo: la storiella del serpente finito in un tunnel completamente al buio che dopo varie traversie, si pone la domanda  ….cosa c’è peggio del buio? la mancanza del dialogo Signore! Questa risposta racchiude quello che è il nostro nemico: la mancanza di dialogo….piu’ buio del buio! Grazie le piccole storie racchiudono le piu’ grandi verità. 

Pozzi  ci ha reso partecipi anche degli attacchi giunti in questi giorni al nostro premier, da vari settori della vita sociale, tesi ad infangarne il profilo e a tentare di impedire la proficua attività di governo finora realizzata.

Grazie, questa sarà la prima di tante altre serate e per stasera CIN CIN a TUTTI!

 

Club della Libertà  &  Nel Popolo della Libertà

Parliamo del presente e progettiamo il futuro …

 Il giorno 2 dicembre a Campione d’Italia il Club della Libertà e l’associazione Nel popolo della libertà organizzeranno un incontro.

Saranno discussi, insieme ai vertici provinciali del PdL, i seguenti punti:

  • L’importanza dei rapporti Italo – Svizzeri che, dall’entrata in vigore dello scudo fiscale, sono oggettivamente diventati più tesi, anche per gli abitanti di Campione.
  • Ma l’apertura del mercato del gioco d’azzardo in Italia è proprio necessaria fatta in maniera selvaggia? Si è calcolato l’impatto sociale provocato dall’apertura di veri e propri mini casinò dislocati senza controllo sul territorio italiano?

Durante la serata cercheremo di promuovere iniziative atte a sensibilizzare e coinvolgere il mondo politico nazionale a salvaguardia della peculiarità di Campione,  relativamente all’aspetto socio-economico e a tutela  della nostra Casa da Gioco. Si cercherà di analizzare nello specifico il problema delle videolotteries e l’impatto concorrenziale  con la nostra Casa da Gioco.

Tenteremo quindi di dare il nostro contributo, affinché la legge possa essere rivista e migliorata nella sua specificità.

Altro argomento all’Ordine del Giorno riguarderà la situazione venutasi a creare per il mancato versamento del contributo economico da parte del Comune di Campione ai Comuni elvetici, il problema investe circa mille quattrocento cittadini (A.I.R.E.) attivi professionalmente nell’enclave italiana, ma residenti nei limitrofi comuni elvetici.

Come già ribadito, noi tutti ci adopereremo fattivamente  per far si che la politica si faccia responsabilmente carico delle recenti  emergenze del nostro territorio, mediante un piano strategico per la realizzazione dei nostri obiettivi affinché Campionesi e frontalieri possano tornare a vivere e a lavorare con la dovuta serenità.

 

 

Il Presidente

Club della Libertà

Ticino e Campione d’Italia 

www.clubdellaliberta.it

Il Coordinatore

Nel Popolo della Libertà

Provincia di Como 

www.nelpopolodellaliberta.org

Evento: Cena con …

Cari Amici,
ti segnaliamo l’evento: Cena
La prossima settimana si terrà una cena per i simpatizzanti del Popolo della Libertà cui sono invitati Ministri e Membri del Governo, il Presidente Formigoni, il Presidente Podestà, il Sindaco Moratti e il Presidente Berlusconi e gli eletti ad ogni livello.
La cena si terrà
VENERDI’ 27 NOVEMBRE ALLE ORE 20.00 a MILANO.
Il costo a persona è di € 50,00. Il numero dei posti non è illimitato, quindi siete invitati a prenotare entro Martedì sera.
Cell.+41788032303 oppure scrivete all’indirizzo e-mail clubdellaliberta.ticino@gmail.com
Saluti.
Fiorenzo Dorigo

Se si vota, Silvio stravince: Pdl al 38,5 …

Se si vota, Silvio stravince: Pdl al 38,5 Gianni Letta a un passo dalle dimissioni | 19/11/2009 | I sondaggi, si sa, sono misurazioni da ammortizzare con ogni molla possibile. E però, visto il continuo sussurrar di retroscena, vale la pena di ragionarci. Le rilevazioni di Piepoli avvalorano innanzitutto una considerazione già acquisita: la campagna tesa a screditare Berlusconi – sul piano personale e politico – non pare aver avuto contraccolpi sull’elettorato di centrodestra. Il Pdl aumenterebbe i consensi non solo rispetto alle Europee di giugno (+3,2%), ma anche in confronto alle vittoriose Politiche 2008 (+1,1). Mentre il Pd, nonostante un piccolo recupero (effetto Bersani?), resta distante, e ben sotto i numeri di due anni fa (-5,7%). C’è chi ritiene – Ipsos, per esempio – che ciò sia dovuto anche all’allontanamento dei cattolici dal fronte progressista. Altri pensano invece che solo una più decisa svolta eticamente laica potrebbe ridare al Pd l’identità perduta. Di certo c’è che, sempre secondo i sondaggisti, su quest’ambiguità di fondo i Democratici perdono consensi, da una parte e dall’altra. Sorprendono poi i piccoli passi indietro di Lega e Idv (si parla di -0,7 e -1 rispetto alle Europee). Ma la vera questione è legata al peso elettorale di Gianfranco Fini. In particolare, si cerca di capire quanti voti potrebbe perdere il Pdl in caso di rottura con il presidente della Camera. Secondo Nicola Piepoli, «Fini può al massimo aspirare alla metà dei voti che Alleanza Nazionale ha portato in dote al Popolo della libertà». In questo senso, gli ultimi risultati elettorali ottenuti con il simbolo di An – le Politiche 2006 – arrivavano al 12,3% dei consensi. All’epoca, però, la Lega – tanto per fare un esempio interno al centrodestra – registrava il 4,6%, oggi è a più del doppio. Peraltro, alla vigilia delle Politiche 2008 – esordio elettorale del Pdl -, gli esperti demoscopici stimavano fra 9 e 10% il peso di chi, senza partito unico, avrebbe votato An. Fini, dunque, potrebbe al massimo aspirare a un 4-5%. Una stima oltremodo positiva, che non tiene conto dei contraccolpi dovuti allo spostamento di linea politica dello stesso Fini – o perlomeno così è stato percepito – rispetto al passato. In questo senso, a Palazzo Chigi lo danno sotto al 3 per cento. E comunque, il divorzio con il Cavaliere è ancora un’ipotesi. (di Andrea Scaglia) Gianni Letta verso le dimissioni- Le parole del presidente del Senato, Renato Schifani, sul ritorno alle urne avrebbero mandato su tutte le furie il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Al punto che sarebbe stato ad un passo dalle dimissioni. “Così non si può andare avanti, toccare le prerogative del capo dello Stato sul potere di sciogliere le Camere è troppo”. Anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi frena. E dopo le dichiarazioni del presidente del Senato Renato Schifani, che ha parlato di voto anticipato nel caso dovesse venir meno la “compattezza” della maggioranza e che sono state definite “ovvie” dallo stesso premier, chiude senza tanti giri di parole: “Non ho mai pensato nulla di simile”, scrive il presidente del Consiglio in una nota. “Il mandato che abbiamo ricevuto dagli elettori – spiega il Cavaliere – è di governare per i cinque anni della legislatura, ed è questo l’impegno che stiamo già portando avanti con determinazione e che intendiamo concludere nell’interesse del Paese”. Il Cavaliere rassicura poi elettori e non sulla compattezza della maggioranza. “È solida – dice – anche al di là di una dialettica interna che comunque ne accentua le capacità ideative”. Certo è che, conclude il capo del governo, “se cadesse la maggioranza uscita dalle urne non se ne fa un’altra”. Quanto ad eventuali pressioni fatte sugli alleati per stringere i tempi sulla giustizia, Berlusconi nega: “Non ho chiesto niente”. Quanto agli ‘screzi’ con il presidente della Camera Gianfranco Fini, sottolinea il Cavaliere, “non c’è nulla da chiarire. Ho già avuto un incontro con lui”. La tensione nel Pdl cresce e il premier cerca di mettere acqua sul fuoco. Da un lato ci sono Schifani e Maroni, che parlano della necessità di coesione all’interno della maggioranza per poter andare avanti a governare il Paese, dall’altro c’è Casini che giudica “improprie ed inappropriate” le “minacce” di Schifani: “Minacciare elezioni anticipate è come brandire una pistola scarica, mi meraviglio della disinvoltura del presidente Schifani; in assenza del Capo dello Stato dall’Italia”, ha sottolineato il leader dell’Udc, “ci sarebbe voluta una maggiore sensibilità istituzionale. Minacciare le elezioni è un fatto del tutto sterile. Non c’è nessuna possibilità – ha, quindi, aggiunto Casini – di elezioni anticipate, che possono essere previste solo dopo un ‘auto-affossamento’ del governo. Ma la maggioranza ha il dovere di governare fino alla fine della legislatura, indipendentemente dalle vicende giudiziarie di Berlusconi. Per altro non mi sembra che ci siano ragioni di paralisi, a parte quella del governo ma se il governo iniziasse a lavorare. Invece di perdere tempo minacciando elezioni anticipate, ricattando così i parlamentari, cominci a lavorare sulle cose serie”. “Compito del governo”, aveva dichiarato ieri la seconda carica dello Stato, “è lavorare per realizzare il programma concordemente definito al momento delle elezioni. Compito dell’opposizione è esercitare il proprio ruolo di critica e di proposta alternativa, in coerenza con il proprio mandato elettorale. Compito della maggioranza è garantire che in Parlamento il programma del governo trovi la compattezza degli eletti per approvarlo. Se questa compattezza viene meno, il risultato è il non rispetto del patto elettorale. Se ciò si verificasse, giudice ultimo non può che essere, attraverso nuove elezioni, il corpo elettorale”. Secondo Schifani “è sempre un atto di coraggio, di coerenza e correttezza verso gli elettori. Molti ordinamenti costituzionali da tempo accettano questi fondamentali principi di una democrazia matura. La scelta dei cittadini non va tradita, va rispettata fino in fondo, senza ambiguità ed incertezze. La politica non può permettersi di disorientare i propri elettori”. La seconda carica dello Stato sottolinea poi che “il venire meno di questi presupposti di corretta politica può determinare la fuga dei giovani dalla diretta partecipazione al governo del Paese. Questo allontanamento può fare spegnere la speranza del cambiamento, genera sfiducia nell’avvenire, provoca risentimenti”. Parole, queste, che trovano l’appoggio e il sostegno del ministro dell’Interno Roberto Maroni: “Per fare le riforme ci vuole una maggioranza compatta e noi abbiamo una vasta maggioranza e non abbiamo alibi, non possiamo dire che l’opposizione ci blocca. Se quindi la maggioranza è divisa, l’alternativa non può che essere quella indicata da Schifani”. Queste le parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a Tirana in visita ufficiale, commentando le dichiarazioni di ieri del presidente del Senato. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, invece, è convinto del contrario. “Non vedo aria di nuove elezioni. Noi abbiamo una maggioranza che è stata votata dagli italiani e che è molto vasta alla Camera e al Senato”. Alemanno sulle riforme condivise. “In generale quelle migliori si fanno assieme, ma si possono fare riforme di parte anche con l’appoggio della maggioranza parlamentare. Nello specifico credo si possa coinvolgere una parte della magistratura. Ma è evidente che ci sono pure delle emergenze da affrontare, da discutere all’interno degli organi di partito, alle cui decisioni tutti devono poi allinearsi. Ma il problema è che in passato ci sono stati tentativi improvvisati, mentre cerdo si debba affrontare la questione nell’interesse generale, in modo da raggiunge un duplice scopo”. Chiosa il sindaco della Capitale: “Da una parte evitare incursioni spericolate della magistratura, dall’altra approvare provvedimenti inattaccabili sulla costituzionalità. Sono convinto che vi sia un forte squilibrio in Italia tra politica e magistratura. Il primo soggetto è più debole rispetto al secondo: è un aspetto che va sanato”. Reazioni Pd e Idv- Così si pronuncia Bersani, leader del Pd, sulla possibilità di elezioni anticipate ventilata in queste ore: “Mi limito a considerare che questa dichiarazione di Schifani equivale a dire: il centro destra ha grossi problemi”. Non ha dubbi, invece Antonio Di Pietro. “La dichiarazione del presidente del Senato Renato Schifani non è una dichiarazione di distensione ma oserei dire che ha gli estremi del ricatto politico alla maggioranza”. E aggiunge: “Non vogliono andare alle elezioni perché non ne hanno nessuna voglia, né lui, né Berlusconi”. Il sondaggio del Foglio- Intanto questa mattina sul quotidiano diretto da Giuliano Ferrara è apparso un sondaggio che rivela come su 78 parlamentari di Pdl e Lega, solo 7 sono favorevoli allo scioglimento delle Camere. Ben 68 parlamentari, quindi, non condividono la necessità di ritornare alle urne, mentre solo 5 sono indecisi o non ne hanno idea. Il dato singolare è che nessuno dei parlamentari leghisti intervistati dichiara di volere le elezioni anticipate.

da www.libero-news.it, 19 novembre 2009

“Mai pensato ad elezioni anticipate”. Ecco la nota di Berlusconi …

Vedo con stupore che si stanno moltiplicando e diffondendo notizie che continuano a fare apparire come imminente un ricorso alle elezioni anticipate. Non ho mai pensato niente di simile. Il mandato che abbiamo ricevuto dagli elettori è di governare per i cinque anni della legislatura, ed è questo l’impegno che stiamo già portando avanti con determinazione e che intendiamo concludere nell’interesse del Paese. La maggioranza che sostiene il governo è solida anche al di là di una dialettica interna che comunque ne accentua le capacità ideative. Grazie a questo sostegno e alla fiducia che ci manifesta ogni giorno oltre il 60% degli italiani completeremo le riforme di cui l’Italia ha bisogno.

                                                                                                   Silvio Berlusconi

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