Il Sen. Alessio Butti ha presentato…

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02989

Atto n. 4-02989

Pubblicato il 13 aprile 2010
Seduta n. 357

BUTTI – Al Ministro dell’interno. -

Premesso che:

la direttiva 2005/60/CE del 26 ottobre 2005 ha imposto l’obbligo per gli Stati membri di procedere all’identificazione e verifica dell’identità di ogni cliente di una casa da gioco che acquisti o venda fiche di valore pari o superiore a 2.000 euro; la direttiva afferma inoltre che tale obbligo si considera già assolto dalle case da gioco soggette a controllo pubblico se procedono alla registrazione, all’identificazione e alla verifica dell’identità dei clienti al momento dell’ingresso o prima di esso, indipendentemente dall’importo dei gettoni da gioco acquistati; il decreto legislativo n. 231 del 21 novembre 2007, come modificato dal decreto legislativo. n. 151 del 25 settembre 2009, che recepisce la direttiva europea, prevede all’articolo 24, comma 2, un ulteriore e oneroso obbligo per le case da gioco in mano pubblica, non contemplato nella direttiva. Si prevede infatti per queste l’obbligo di ricollegare qualsiasi operazione di acquisto (o cambio) di fiche pari o superiore a 2.000 euro ai dati identificativi dei giocatori che hanno effettuato tali operazioni; purtroppo è di questi giorni la proposta ministeriale di “Regolamento in materia di obbligo di registrazione delle informazioni per le case da gioco”, adottato ai sensi dell’articolo 39, comma 4, del decreto legislativo n. 231 (antiriciclaggio), con decorrenza dal 30 aprile 2010, proposta che dà attuazione alla norma che, come detto, pone l’ulteriore obbligo per le case da gioco pubbliche di ricollegare qualsiasi operazione di acquisto (o cambio) di fiche pari o superiore a 2.000 euro ai dati identificativi dei giocatori; l’adozione di questo regolamento comporterebbe un aggravio dei costi di gestione e un inevitabile calo di clientela con evidenti e gravissime conseguenze per le quattro case da gioco italiane; inoltre, il provvedimento sarebbe del tutto inutile laddove rivolto alle case da gioco in mano pubblica e non porterebbe alcun beneficio concreto in termini di contributo alla lotta al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo; l’entrata in vigore di queste nuove misure renderebbe necessario dal punto di vista tecnico un complesso intervento sui software gestionali dei quattro casinò italiani con cui i dati di identificazione della clientela vengono trattati e registrati; ai problemi strutturali si aggiungerebbero nuovi obblighi in ambito organizzativo: il personale di cassa, ad esempio, sarebbe impiegato in nuove e ulteriori attività, quale la registrazione dei dati identificativi di tutti i clienti che effettuano un acquisto o un cambio di fiche per un importo uguale o superiore ai 2.000 euro, con un notevole aggravio organizzativo e un sensibile aumento delle code e dei tempi d’attesa per i clienti; da sottolineare poi l’impatto che la nuova norma avrebbe sui clienti che potrebbero percepire la continua richiesta di documenti d’identificazione personale e di registrazione delle proprie operazioni di acquisto o cambio (ad ogni operazione di 2.000 euro è richiesta l’esibizione di un documento d’identità o equivalente, ad esempio della carta di ingresso), come un’indebita seccatura o, peggio, una violazione della propria privacy; una riflessione specifica merita il casinò di Campione d’Italia che sarebbe particolarmente penalizzato dall’entrata in vigore di questo regolamento vista la vicinanza con i tre Casinò svizzeri di Lugano, Mendrisio e Locarno dove non vigono le restrittive disposizioni comunitarie ed italiane in materia; da sempre Federgioco si è mostrata molto critica nei confronti delle previsioni contenute nel suddetto decreto legislativo e ora riprese da questa proposta di regolamento che comporterebbe gravissime conseguenze economiche e gestionali per le case da gioco pubbliche, si chiede di sapere se il Governo non ritenga opportuno posporre l’entrata in vigore del “Regolamento in materia di obbligo di registrazione delle informazioni per le case da gioco” al 30 aprile 2012, onde far sì che le case da gioco italiane possano disporre di una tempistica idonea per i necessari adeguamenti richiesti dalla normativa e consentire contestualmente nuove ed approfondite riflessioni sul mutato mercato dei giochi avvenuto nel frattempo in Italia.

 

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