SEN. BUTTI CHIEDE AL MINISTRO DELL’ECONOMIA …

INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA BUTTI al Ministro dell’Economia e delle Finanze e al Ministro per gli Affari Esteri Premesso che: – L’Italia è il secondo partner commerciale della Svizzera, mentre l’Italia per la Svizzera è il sesto Paese di esportazione a livello mondiale; – Secondo i dati di Assocamerestero 2010, nel marzo 2010, l´Italia ha esportato in Svizzera merci per un valore di 1,33 Miliardi di Euro, un valore quasi pari alla somma delle esportazioni italiane in Cina e Russia (1,37 Miliardi di Euro); – A livello pro-capite, la Svizzera si conferma quindi di gran lunga il maggiore importatore e consumatore mondiale di prodotti italiani. Nel primo semestre 2010 l´Italia ha esportato merci per un valore complessivo di 9,6 miliardi di Euro, facendo registrare un aumento del 6% sullo stesso periodo del 2009, positiva anche la dinamica delle importazioni italiane dal mercato elvetico (+ 4,5% sul primo semestre 2009); – L’inserimento della Svizzera nella “black list” a livello commerciale sta rendendo difficili ed eccessivamente onerosi i rapporti commerciali sviluppati in anni di positivo interscambio; – Con il DL 40/2010 si è introdotto l’obbligo, per tutti i soggetti passivi IVA, di comunicare alla Agenzia delle Entrate, in via telematica, tutte le cessioni/acquisti di beni e le prestazioni di servizi rese/ricevute nei confronti di qualunque operatore economico, impresa o professionista (esclusi quindi i privati), avente sede, residenza o domicilio nei Paesi cosiddetti “black list” (fra cui figura, appunto, la Svizzera); – L’obbligo di dichiarazione riguarda peraltro tutte le operazioni di servizi resi/ricevuti e la cessione/acquisto di beni, indipendentemente dal fatto che l’azienda svizzera sia o meno privilegiata fiscalmente (può quindi trattarsi di una holding, SA, Sagl, ditta individuale, ecc.); – Sono numerosi gli obblighi per le aziende italiane; a titolo esemplificativo si sottolinea che per ogni acquisto o vendita o servizio reso ad un’azienda, o ricevuto da un’azienda avente sede in un Paese “black list”, l’azienda italiana deve inoltrare una segnalazione telematica all’Agenzia delle Entrate tramite un apposito modulo IVA, mensilmente oppure trimestralmente,in base all’importo della transazione (inferiore o superiore a € 50’000). In caso di mancata segnalazione o di irregolarità, vi è il rischio per l’azienda italiana di incorrere in sanzioni pecuniarie comprese tra 500 e 4’200 Euro, importi che, in caso di infrazioni ripetute, possono cumularsi; – L’azienda italiana dovrà dare comunicazione all’Agenzia delle Entrate di una serie di elementi informativi relativi al partner contrattuale svizzero, oltre all’importo complessivo delle operazioni effettuate, tra cui, il codice fiscale (inesistente in Svizzera) o altro codice identificativo del soggetto estero, la relativa denominazione o ragione sociale e sede legale; in caso di controparte persona fisica (ad es. ditte individuali): ditta, cognome, nome, luogo e data di nascita, domicilio fiscale; – Tali onerosi adempimenti a carico delle aziende italiane disincentivano le imprese svizzere dal concludere accordi economici, poiché dal punto di vista degli operatori economici elvetici, costituiscono ulteriori costi che rendono non conveniente lo scambio commerciale; – Dal punto di vista delle imprese svizzere infatti, il partner commerciale italiano potrebbe voler addebitare all’azienda svizzera le spese amministrative, derivanti dall’adempimento degli obblighi di comunicazione al fisco italiano; – Tutto ciò, come facilmente si evince, comporta una contrazione del volume di scambi economici Italia – Svizzera; – Altra spinosa questione riguarda la normativa sull’indeducibilità dei costi contenuta all’art. 110 comma 10 TUIR (Testo unico sull’imposizione dei redditi): i costi sostenuti dalle aziende italiane per l’acquisto di beni o servizi da Paesi considerati dall’Italia a fiscalità privilegiata (ad esempio la Svizzera) non sono deducibili a meno che il contribuente possa dimostrare che le società estere con le quali ha rapporti commerciali svolgono prevalentemente un’attività commerciale effettiva, ovvero che le operazioni poste in essere rispondono ad un effettivo interesse economico ed hanno avuto concreta esecuzione; – Ciò costituisce evidentemente un ulteriore pesante onere a carico delle aziende italiane. • Se i ministri in indirizzo siano a conoscenza dei delicati rapporti economico produttivi che l’Italia intrattiene con la Confederazione Elvetica e se non ritengano opportuno espungere la Svizzera dall’elenco dei Paesi cosiddetti “black list”, di cui al decreto del Ministro dell’economia e finanze in data 4 maggio 1999, pubblicato sulla G.U. n. 107 del 10 maggio 1999 e al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella G.U. n. 273 del 23 novembre 2001; Tutto ciò al fine di non pregiudicare gli scambi commerciali Italia – Svizzera che costituiscono risorsa economica essenziale per migliaia di aziende italiane, come richiesto dalle associazioni di categoria che, pur consapevoli dei problemi macroeconomici e politici tuttora sul tavolo, richiedono una tempestiva soluzione per tale problematica.

Roma, 28 settembre 2011

Alessio Butti

Trasmissioni e dibattiti…

 

Fonte:  ticino.clubdellaliberta.it

L’altro giorno assistendo all’ennesima trasmissione-dibattito, bellicosa come ormai d’uso, ho avuto la sensazione che l’era tecnologica avanzata nella quale viviamo, ha sviluppato uno smisurato bisogno di mediaticità. Si parla, tanto e forse troppo, a ragion veduta ma spesso a vanvera, con qualche verità ma tante mistificazioni. L’importante è esserci. Questi anfiteatri , dove va in scena quasi sempre lo stesso spettacolo, ripetono le regie dell’epoca romana con proclamazione della sentenza, dopo opportuno e subdolo condizionamento psicologico. Una scelta viscerale o una decisione mentale? Perché nessuno cerca di approfondire le cause del degrado di quella parte di mondo la cui filosofia di vita è livellata sulla vacuità, sulla superficialità esistenziale, sul proprio smisurato ego? Purtroppo si parla solo e in modo smisurato della frivolezza esperienziale delle escort. Perché non si va oltre con i discorsi ma si rimane sulle pruderie? Perché sostanzialmente si può accusare altri delle proprie bassezze represse. Si fa audience e si vende! Le lotte intestine per il potere mediatico sono forti e quando lo share, letto arbitrariamente, viene ritenuto di rilievo, allora il poter gettare discredito sugli avversari politici è un irresistibile piacere, anche oltre il più basso livello di decenza. Ma lo share non evidenzia chi si costringe ad ascoltare sperando in qualcosa di più qualificato. Per poter fare qualcosa di utile e non rimaner invischiati nell’altrui manipolazione, forse sarebbe bene abituarsi a togliere la patina superficiale delle notizie e analizzare ciò che rimane nascosto. Spesso viene utilizzato solo lo spicchio più commerciabile che aggiunto al turpiloquio, talvolta urlato, costituisce un mix di sicuro successo. Per non lasciarci condizionare passivamente liberiamo la notizia da tutti gli orpelli, togliamole lo strato mediatico e leggiamola con nuovi orizzonti.

4 febbraio 2011

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Parola agli iscritti del PdL…

Martedì 21 settembre 2010 si è svolta la riunione degli iscritti al partito Il Popolo della Libertà.

Documento della riunione iscritti PdL

Sua Eccellenza Ministro del Turismo on. Michela Brambilla…

Mi chiamo Fiorenzo Dorigo e sono il Presidente del Club della Libertà Ticino e Campione d’Italia; sono un amante degli animali come lo è Lei. Spinto proprio da questo comune sentimento, mi permetto di scriverLe questa lettera per portarLa a conoscenza  di un’ingiustizia verso i cani, i nostri migliori amici.

Di seguito Le riporto il contenuto di una lettera che mi è pervenuta da una cara amica italiana, che vive con una lupacchiotta nel Canton Ticino e periodicamente si reca a Roma.

 

Buongiorno a tutti,

Sono Indy, un lupo cecoslovacco di quattro anni, vivo in Svizzera vicino al confine con l’Italia con la mia padrona che passa tutto il suo tempo libero con me.

Ci vogliamo molto bene e siamo appena tornati dal mare. Le confesso che mi piace tantissimo passare molte ore sotto l’ombrellone a dormire. Purtroppo incontriamo grandi difficoltà a trovare una spiaggia adatta a noi cani.  Devo dire, comunque, che, in seguito a lunghe ricerche, tutti gli anni la mia padrona riesce ad accontentarmi e troviamo un luogo adatto, ossia dove i cani sono ben accetti, per passare le vacanze. Devo però riconoscere che grazie al contrassegno ultimamente introdotto che segnala i posti dove noi cani possiamo entrare, la ricerca della spiaggia adatta a noi è un po’ più semplice. Ciononostante, rimane, purtroppo, il problema delle scarse strutture che possono soddisfare le esigenze di noi cani e dei nostri padroni.

Periodicamente, lei ed io andiamo a trovare il suo fidanzato a Roma; questo viaggio lo dobbiamo fare sempre in macchina ed è piuttosto faticoso e stancante guidare tutte quelle ore. Inoltre, essendo il percorso stradale molto trafficato è anche pericoloso e sovente si incontrano delle lunghe colonne di macchine. In inverno vi è pure il disagio e il pericolo causato dalla neve, dal ghiaccio o dalla nebbia…

Continua

 

Situazione politica italiana: articolo apparso sul Corriere del Ticino…

L’ opinione: scritto dall’ Avv. Luciano Cattaneo.

 

Clicca e scarica il file in pdf
Fonte Corriere del Ticino del 13 agosto 2010.

ALESSANDRO NARDONE SCRIVE A GIANFRANCO FINI…

  

LETTERA APERTA A GIANFRANCO FINI

venerdì, agosto 13th, 2010

Alessandro Nardone e Gianfranco Fini – Atreju 1999, Roma   

Caro Presidente Fini, 

in passato le ho le ho già scritto, ma stavolta è diverso, ed è molto più importante. Per cui, anche se ha mille altri pensieri per la testa, la prego di buttare via i prossimi cinque minuti del suo tempo dandomi retta, perchè ho una storia da raccontarle. È quella di uno dei tanti ragazzi della “generazione ‘93” quello che molti definivano “l’anno zero della politica” o “l’inizio della Seconda Repubblica”. Ricorda? Bene. Un paio d’anni prima, quel ragazzino, nemmeno quindicenne, mise per la prima volta il naso nella Federazione del Msi di Como. Era intimorito, quasi al punto di tremare ma, dopo aver maldestramente compilato il modulo d’iscrizione al Fronte della Gioventù, sentiva di avere la forza di un leone. 

Erano gli anni di Tangentopoli, delle celebri picconate di Cossiga, e di dibattiti televisivi incandescenti. Qualcosa stava cambiando, nel nostro Paese. Mentre i suoi amici pensavano al calcio ed ai motorini truccati, l’interesse che quello sbarbato coltivava per la politica continuava ad alimentarsi, giorno dopo giorno. Gran parte del merito di quella passione crescente era, certamente, del suo Federale e del segretario nazionale del Movimento Sociale: forte, carismatico, pulito, fiero delle sue idee. Guai a chi doveva affrontarlo, a quei tempi.Poi, le elezioni amministrative del 1993. Certo, quel giovane leader non diventò Sindaco di Roma, ma si consacrò definitivamente alla guida di un popolo intero che, come quel ragazzino, l’avrebbe seguito in capo al mondo. Ciecamente. Di lì a poco sarebbe nato un nuovo Partito: moderno ma fiero delle sue radici, innovatore ma sempre nel segno dei suoi valori, gerarchico ma rispettoso della sua base.Quel ragazzo era orgoglioso di farne parte: più passava il tempo e più s’identificava in quella Comunità, aumentavano il suo spirito di appartenenza e la sua fede in quei valori. Più passava il tempo e più credeva in quello che, per lui, non era più soltanto il Capo, nossignore, ma un vero e proprio esempio da seguire. Insomma, un punto di riferimento inamovibile.Da allora ad oggi sono passati diciassette anni. Diciassette anni di grandi battaglie politiche e di divisioni laceranti, di manifestazioni e secchi pieni di colla, di riunioni interminabili e volantini fotocopiati, di vittorie e di sconfitte, di grandi amori e di avventure di una notte, di cameratismo vero e di amicizie false. Diciassette magnifici anni, che hanno fatto di quel ragazzino l’uomo che sta scrivendo al leader in cui credeva. Cioè lei, Signor Presidente.Sembrano passati secoli, vero? Si tratta ormai di storia, sì, ma di storia recente. La nostra storia. Dalla quale, Signor Presidente, negli ultimi cinque o sei anni, lei ha deciso di allontanarsi anni luce. Ma non è mia intenzione entrare nel merito delle singole questioni, anche perché non sono certo così presuntuoso da pensare di poterle far cambiare idea. Ci mancherebbe.Il motivo per cui le sto scrivendo è un altro, ed è certamente più umano che politico. Certo, sono consapevole che molte delle cose che sto per dirle potranno ferirla, ma sono disposto ad assumermene la responsabilità, anche perché mi sentirei molto, ma molto peggio se non gliele dicessi. Oggi, se penso a lei, non so se essere più incazzato o più deluso.  

Incazzato perché, con le sue prese di posizione degli ultimi anni, ha ridotto al lumicino la nostra gloriosa Fiamma e, con essa, la nostra Comunità ed il retaggio di chi ci ha preceduti, compresi i Martiri che ci hanno lasciato la pelle.  

 Deluso perché, Signor Presidente, non posso credere che un uomo come lei possa farsi mettere in difficoltà da – mi passi il termine -  uno stronzetto come Giancarlo Tulliani. No, questa cosa non riesco proprio a mandarla giù! Insomma, posso non condividere il suo nuovo percorso politico, e questo ci sta. Nella vita nulla è eterno, per l’amor di Dio. Ma il solo pensiero che un uomo del suo prestigio, della sua esperienza e della sua rispettabilità rischi di compromettere la sua credibilità (oltre che la carriera) per assecondare i capricci di un guitto da quattro soldi, beh, mi manda letteralmente in bestia.  

 L’amore, spesso e volentieri, ci rende ciechi anche di fronte agli errori più evidenti. Non c’è genitore, amico di una vita o santo che tenga. Lo so perché è una cosa che ho vissuto sulla mia pelle e, nel mio piccolo, a causa di un amore, ho dovuto ricominciare tutto da capo. Proprio perché ci sono passato e perché, libero di credermi o meno, le voglio ancora bene, mi permetto di parlarle in pubblico del suo privato. Già, chi l’avrebbe mai detto.  

 Mi dia retta: si liberi di questo fardello, Signor Presidente, e lo faccia con uno scatto d’orgoglio, dimostrando che sbaglia chi, in questi giorni, le dà pubblicamente dello zerbino. Tiri fuori gli attributi (che, di certo, non le sono mai mancati), afferri lo stronzetto per un orecchio e lo sbatta fuori da quella maledetta casa, prendendolo a calci nel culo, se necessario. Dopo di che chiarisca, una volta per tutte, la tristissima vicenda di Montecarlo, anche ammettendo di aver sbagliato, se così fosse. Ma lo faccia lei, in prima persona, perché molti dei suoi “fedelissimii”, al pari del guitto che scorrazza in Ferrari mentre lei è in difficoltà, hanno già combinato abbastanza danni.  

 Certo, questo non le servirà per riguadagnare il consenso di chi, come il sottoscritto, non ha intenzione di seguirla nel suo nuovo percorso politico ma, quantomeno, le consentirà di dipanare quella bruttissima coltre di sospetto che sta offuscando, ogni giorno di più, la sua credibilità.  

 Sì, forse mi sono spinto un po’ oltre, ma chissenefrega, in fondo non ho fatto altro che dirle quello che pensiamo in tanti, ragazze e ragazzi figli della “generazione ‘93” e, quindi – anche se ormai politicamente distanti – anche un po’ figli suoi.   

Un abbraccio sincero. 

Alessandro Nardone 

  

Grazie Senatore…

 

Clicca per ingrandire il comunicato.

Intervista a Mario Valducci

Una intervita interessante del Deputato Mario Valducci è stata pubblicata su Epolis Milano il 20 luglio.

Vi alleghiamo il testo dell’intervista, risulta appassionante  leggerlo in quanto risponde a domande attuali che spaziano dalla figura di Fini, passando da Verdini sino ad arrivare all’argomento UDC.

Buona lettura

Articolo EPOLIS MILANO del 20 luglio pagina 4

In balia della LEGA NORD…

COMUNICATO STAMPA

 

Inaccettabile, gravemente lesivo dell’assetto politico – amministrativo del comune di Campione d’Italia, l’ordine del giorno n° 9/3118/29 del 29-06-2010 seduta 344 presentato dai parlamentari della lega Nord che recita:

“Impegna il Governo a riconsiderare, nell’esercizio della delega relativa al riordino delle disposizioni concernenti il comune di Campione d’Italia, la disciplina speciale vigente, affinché …omissis…, si rimuovano i privilegi ingiustificati dei quali gode il Comune di Campione d’Italia”.

Crosio,Reguzzoni,NicolaMolteni,Rivolta.

Quelli che i parlamentari, sottoscrittori dell’ordine del giorno di cui sopra, definiscono “privilegi”, altro non sono che Norme storicamente legiferate dai vari governi, indispensabili per la normale e quotidiana vita politico – amministrativa del comune di Campione d’Italia. Comune, unico in Italia ubicato in territorio estero, quindi con caratteristiche di “Exclave”.

L’accettazione di tale ordine del giorno tanto infausto provocherebbe la morte non solo del comune di Campione d’Italia,  ma di ogni attività politica, commerciale e lavorativa di tutto il territorio.

Il PDL di Campione d’Italia fin da ora si adopererà ad intraprendere tutte le azioni necessarie che la legge consente per impedire il proseguo di tale iniziativa al fine di salvaguardare il territorio e la popolazione campionese. 

 

Il Coordinamento cittadino

  del Popolo della Libertà

      Campione d’Italia

 

RASSEGNA STAMPA

L’ordine del giorno presentao dalla LEGA NORD

 

“La Camera,

premesso che:

l’articolo 13-bis prevede una delega al Governo per il riordino delle disposizioni concernenti il Comune di Campione d’Italia; il comune di Campione d’Italia gode di una molteplicità di disposizioni di favore, dal punto di vista fiscale: è infatti l’unico comune italiano nel quale vige la non imponibilità dell’IVA per determinate transazioni e per tali ragioni molte società vi hanno stabilito la propria sede d’affari; sotto il profilo previdenziale, il Comune di Campione dispone di determinate facilitazioni in materia di pagamento degli oneri sociali (finanche la materia stradale appare speciale; è possibile disporre della patente di guida elvetica, che non è vincolata alla regola dei punti ed è possibile immatricolare auto e motoveicoli con targa svizzera e quindi sottoporli al pagamento del bollo e dell’assicurazione a tariffe molto convenienti); per i propri residenti e per i frontalieri (per i quali è stato, altresì, creato un apposito assegno di exclave per allineare il livello dei redditi degli abitanti a quello dei cittadini svizzeri) esistono ulteriori facilitazioni fiscali per la costituzione di società di persone che si registrano nel territorio del comune (si stima che le suddette agevolazioni portano ad un risparmio fiscale nella misura del 36 per cento rispetto al resto del territorio italiano); infine il Comune di Campione riceve annualmente un maxidividendo dalla società di gestione del Casinò; è comunque necessario tenere conto delle specificità nell’erogazione e nella fruizione dei servizi sociali (scuola, sanità, ecc.), frutto di accordi tra l’Italia e la Confederazione svizzera,

impegna

il Governo a riconsiderare, nell’esercizio della delega relativa al riordino delle disposizioni concernenti il comune di Campione d’Italia, la disciplina speciale vigente, affinché, nell’ottica dell’ottimizzazione della gestione della cosa pubblica, e del risparmio di risorse pubbliche, si rimuovano i privilegi ingiustificati dei quali gode il Comune di Campione d’Italia.

9/3118/29. Crosio, Reguzzoni, Nicola Molteni, Rivolta.”

 

Antonio Di Pietro indagato per illeciti nei rimborsi elettorali…

Roma, 22-06-2010
Noi non saremo qui a dare giudizi sulla notizia, non festeggeremo, non accuseremo, non grideremo al miracolo.

Nè tantomeno ci ergeremo a difensori di una giustizia che siamo certi farà il suo corso.

Siamo e resteremo garantisti, anche verso chi ha costruito la sua immagine su un retorico giustizialismo che ora sembra averlo inghiottito e digerito.

E’ giusto però, per una corretta informazione, riportare quanto la stampa scrive di lui: da Repubblica a Il Giornale, da Libero alla Stampa, dal Corriere della Sera a l’Unità.

Ecco di cosa è accusato Antonio Di Pietro:

” La Stampa “ : Liti, cause ed insulti. Eppure un tempo si erano tanto amati

Libero ” : Il flop che arrichi’ l’ ex pm

” il Giornale ” : Un esercito di creditori alla porta di Tonino

” il Corriere della Sera ” : Un inchiesta a sorpresa che scopre manovre dall’ esito incerto

” la Repubblica” : Di Pietro indagato per i rimborsi elettorali

” il Giornale” : Il pm senza casacca che mette sotto accusa l’ ex pm

” l’ Unità ” : L’ex pm: “ci sono già tre archiviazioni sul caso”

” Libero ” : Serve un giudice vero che faccia luce sui misteri di Tonino

Per una completa biografia sulla vita di Antonio di Pietro vi consigliamo:

Di Pietro – La storia vera

Autore: Filippo Facci

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