Sua Eccellenza Ministro del Turismo on. Michela Brambilla…

Mi chiamo Fiorenzo Dorigo e sono il Presidente del Club della Libertà Ticino e Campione d’Italia; sono un amante degli animali come lo è Lei. Spinto proprio da questo comune sentimento, mi permetto di scriverLe questa lettera per portarLa a conoscenza  di un’ingiustizia verso i cani, i nostri migliori amici.

Di seguito Le riporto il contenuto di una lettera che mi è pervenuta da una cara amica italiana, che vive con una lupacchiotta nel Canton Ticino e periodicamente si reca a Roma.

 

Buongiorno a tutti,

Sono Indy, un lupo cecoslovacco di quattro anni, vivo in Svizzera vicino al confine con l’Italia con la mia padrona che passa tutto il suo tempo libero con me.

Ci vogliamo molto bene e siamo appena tornati dal mare. Le confesso che mi piace tantissimo passare molte ore sotto l’ombrellone a dormire. Purtroppo incontriamo grandi difficoltà a trovare una spiaggia adatta a noi cani.  Devo dire, comunque, che, in seguito a lunghe ricerche, tutti gli anni la mia padrona riesce ad accontentarmi e troviamo un luogo adatto, ossia dove i cani sono ben accetti, per passare le vacanze. Devo però riconoscere che grazie al contrassegno ultimamente introdotto che segnala i posti dove noi cani possiamo entrare, la ricerca della spiaggia adatta a noi è un po’ più semplice. Ciononostante, rimane, purtroppo, il problema delle scarse strutture che possono soddisfare le esigenze di noi cani e dei nostri padroni.

Periodicamente, lei ed io andiamo a trovare il suo fidanzato a Roma; questo viaggio lo dobbiamo fare sempre in macchina ed è piuttosto faticoso e stancante guidare tutte quelle ore. Inoltre, essendo il percorso stradale molto trafficato è anche pericoloso e sovente si incontrano delle lunghe colonne di macchine. In inverno vi è pure il disagio e il pericolo causato dalla neve, dal ghiaccio o dalla nebbia…

Continua

 

Situazione politica italiana: articolo apparso sul Corriere del Ticino…

L’ opinione: scritto dall’ Avv. Luciano Cattaneo.

 

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Fonte Corriere del Ticino del 13 agosto 2010.

ALESSANDRO NARDONE SCRIVE A GIANFRANCO FINI…

  

LETTERA APERTA A GIANFRANCO FINI

venerdì, agosto 13th, 2010

Alessandro Nardone e Gianfranco Fini – Atreju 1999, Roma   

Caro Presidente Fini, 

in passato le ho le ho già scritto, ma stavolta è diverso, ed è molto più importante. Per cui, anche se ha mille altri pensieri per la testa, la prego di buttare via i prossimi cinque minuti del suo tempo dandomi retta, perchè ho una storia da raccontarle. È quella di uno dei tanti ragazzi della “generazione ‘93” quello che molti definivano “l’anno zero della politica” o “l’inizio della Seconda Repubblica”. Ricorda? Bene. Un paio d’anni prima, quel ragazzino, nemmeno quindicenne, mise per la prima volta il naso nella Federazione del Msi di Como. Era intimorito, quasi al punto di tremare ma, dopo aver maldestramente compilato il modulo d’iscrizione al Fronte della Gioventù, sentiva di avere la forza di un leone. 

Erano gli anni di Tangentopoli, delle celebri picconate di Cossiga, e di dibattiti televisivi incandescenti. Qualcosa stava cambiando, nel nostro Paese. Mentre i suoi amici pensavano al calcio ed ai motorini truccati, l’interesse che quello sbarbato coltivava per la politica continuava ad alimentarsi, giorno dopo giorno. Gran parte del merito di quella passione crescente era, certamente, del suo Federale e del segretario nazionale del Movimento Sociale: forte, carismatico, pulito, fiero delle sue idee. Guai a chi doveva affrontarlo, a quei tempi.Poi, le elezioni amministrative del 1993. Certo, quel giovane leader non diventò Sindaco di Roma, ma si consacrò definitivamente alla guida di un popolo intero che, come quel ragazzino, l’avrebbe seguito in capo al mondo. Ciecamente. Di lì a poco sarebbe nato un nuovo Partito: moderno ma fiero delle sue radici, innovatore ma sempre nel segno dei suoi valori, gerarchico ma rispettoso della sua base.Quel ragazzo era orgoglioso di farne parte: più passava il tempo e più s’identificava in quella Comunità, aumentavano il suo spirito di appartenenza e la sua fede in quei valori. Più passava il tempo e più credeva in quello che, per lui, non era più soltanto il Capo, nossignore, ma un vero e proprio esempio da seguire. Insomma, un punto di riferimento inamovibile.Da allora ad oggi sono passati diciassette anni. Diciassette anni di grandi battaglie politiche e di divisioni laceranti, di manifestazioni e secchi pieni di colla, di riunioni interminabili e volantini fotocopiati, di vittorie e di sconfitte, di grandi amori e di avventure di una notte, di cameratismo vero e di amicizie false. Diciassette magnifici anni, che hanno fatto di quel ragazzino l’uomo che sta scrivendo al leader in cui credeva. Cioè lei, Signor Presidente.Sembrano passati secoli, vero? Si tratta ormai di storia, sì, ma di storia recente. La nostra storia. Dalla quale, Signor Presidente, negli ultimi cinque o sei anni, lei ha deciso di allontanarsi anni luce. Ma non è mia intenzione entrare nel merito delle singole questioni, anche perché non sono certo così presuntuoso da pensare di poterle far cambiare idea. Ci mancherebbe.Il motivo per cui le sto scrivendo è un altro, ed è certamente più umano che politico. Certo, sono consapevole che molte delle cose che sto per dirle potranno ferirla, ma sono disposto ad assumermene la responsabilità, anche perché mi sentirei molto, ma molto peggio se non gliele dicessi. Oggi, se penso a lei, non so se essere più incazzato o più deluso.  

Incazzato perché, con le sue prese di posizione degli ultimi anni, ha ridotto al lumicino la nostra gloriosa Fiamma e, con essa, la nostra Comunità ed il retaggio di chi ci ha preceduti, compresi i Martiri che ci hanno lasciato la pelle.  

 Deluso perché, Signor Presidente, non posso credere che un uomo come lei possa farsi mettere in difficoltà da – mi passi il termine -  uno stronzetto come Giancarlo Tulliani. No, questa cosa non riesco proprio a mandarla giù! Insomma, posso non condividere il suo nuovo percorso politico, e questo ci sta. Nella vita nulla è eterno, per l’amor di Dio. Ma il solo pensiero che un uomo del suo prestigio, della sua esperienza e della sua rispettabilità rischi di compromettere la sua credibilità (oltre che la carriera) per assecondare i capricci di un guitto da quattro soldi, beh, mi manda letteralmente in bestia.  

 L’amore, spesso e volentieri, ci rende ciechi anche di fronte agli errori più evidenti. Non c’è genitore, amico di una vita o santo che tenga. Lo so perché è una cosa che ho vissuto sulla mia pelle e, nel mio piccolo, a causa di un amore, ho dovuto ricominciare tutto da capo. Proprio perché ci sono passato e perché, libero di credermi o meno, le voglio ancora bene, mi permetto di parlarle in pubblico del suo privato. Già, chi l’avrebbe mai detto.  

 Mi dia retta: si liberi di questo fardello, Signor Presidente, e lo faccia con uno scatto d’orgoglio, dimostrando che sbaglia chi, in questi giorni, le dà pubblicamente dello zerbino. Tiri fuori gli attributi (che, di certo, non le sono mai mancati), afferri lo stronzetto per un orecchio e lo sbatta fuori da quella maledetta casa, prendendolo a calci nel culo, se necessario. Dopo di che chiarisca, una volta per tutte, la tristissima vicenda di Montecarlo, anche ammettendo di aver sbagliato, se così fosse. Ma lo faccia lei, in prima persona, perché molti dei suoi “fedelissimii”, al pari del guitto che scorrazza in Ferrari mentre lei è in difficoltà, hanno già combinato abbastanza danni.  

 Certo, questo non le servirà per riguadagnare il consenso di chi, come il sottoscritto, non ha intenzione di seguirla nel suo nuovo percorso politico ma, quantomeno, le consentirà di dipanare quella bruttissima coltre di sospetto che sta offuscando, ogni giorno di più, la sua credibilità.  

 Sì, forse mi sono spinto un po’ oltre, ma chissenefrega, in fondo non ho fatto altro che dirle quello che pensiamo in tanti, ragazze e ragazzi figli della “generazione ‘93” e, quindi – anche se ormai politicamente distanti – anche un po’ figli suoi.   

Un abbraccio sincero. 

Alessandro Nardone 

  

Grazie Senatore…

 

Clicca per ingrandire il comunicato.

Intervista a Mario Valducci

Una intervita interessante del Deputato Mario Valducci è stata pubblicata su Epolis Milano il 20 luglio.

Vi alleghiamo il testo dell’intervista, risulta appassionante  leggerlo in quanto risponde a domande attuali che spaziano dalla figura di Fini, passando da Verdini sino ad arrivare all’argomento UDC.

Buona lettura

Articolo EPOLIS MILANO del 20 luglio pagina 4

In balia della LEGA NORD…

COMUNICATO STAMPA

 

Inaccettabile, gravemente lesivo dell’assetto politico – amministrativo del comune di Campione d’Italia, l’ordine del giorno n° 9/3118/29 del 29-06-2010 seduta 344 presentato dai parlamentari della lega Nord che recita:

“Impegna il Governo a riconsiderare, nell’esercizio della delega relativa al riordino delle disposizioni concernenti il comune di Campione d’Italia, la disciplina speciale vigente, affinché …omissis…, si rimuovano i privilegi ingiustificati dei quali gode il Comune di Campione d’Italia”.

Crosio,Reguzzoni,NicolaMolteni,Rivolta.

Quelli che i parlamentari, sottoscrittori dell’ordine del giorno di cui sopra, definiscono “privilegi”, altro non sono che Norme storicamente legiferate dai vari governi, indispensabili per la normale e quotidiana vita politico – amministrativa del comune di Campione d’Italia. Comune, unico in Italia ubicato in territorio estero, quindi con caratteristiche di “Exclave”.

L’accettazione di tale ordine del giorno tanto infausto provocherebbe la morte non solo del comune di Campione d’Italia,  ma di ogni attività politica, commerciale e lavorativa di tutto il territorio.

Il PDL di Campione d’Italia fin da ora si adopererà ad intraprendere tutte le azioni necessarie che la legge consente per impedire il proseguo di tale iniziativa al fine di salvaguardare il territorio e la popolazione campionese. 

 

Il Coordinamento cittadino

  del Popolo della Libertà

      Campione d’Italia

 

RASSEGNA STAMPA

L’ordine del giorno presentao dalla LEGA NORD

 

“La Camera,

premesso che:

l’articolo 13-bis prevede una delega al Governo per il riordino delle disposizioni concernenti il Comune di Campione d’Italia; il comune di Campione d’Italia gode di una molteplicità di disposizioni di favore, dal punto di vista fiscale: è infatti l’unico comune italiano nel quale vige la non imponibilità dell’IVA per determinate transazioni e per tali ragioni molte società vi hanno stabilito la propria sede d’affari; sotto il profilo previdenziale, il Comune di Campione dispone di determinate facilitazioni in materia di pagamento degli oneri sociali (finanche la materia stradale appare speciale; è possibile disporre della patente di guida elvetica, che non è vincolata alla regola dei punti ed è possibile immatricolare auto e motoveicoli con targa svizzera e quindi sottoporli al pagamento del bollo e dell’assicurazione a tariffe molto convenienti); per i propri residenti e per i frontalieri (per i quali è stato, altresì, creato un apposito assegno di exclave per allineare il livello dei redditi degli abitanti a quello dei cittadini svizzeri) esistono ulteriori facilitazioni fiscali per la costituzione di società di persone che si registrano nel territorio del comune (si stima che le suddette agevolazioni portano ad un risparmio fiscale nella misura del 36 per cento rispetto al resto del territorio italiano); infine il Comune di Campione riceve annualmente un maxidividendo dalla società di gestione del Casinò; è comunque necessario tenere conto delle specificità nell’erogazione e nella fruizione dei servizi sociali (scuola, sanità, ecc.), frutto di accordi tra l’Italia e la Confederazione svizzera,

impegna

il Governo a riconsiderare, nell’esercizio della delega relativa al riordino delle disposizioni concernenti il comune di Campione d’Italia, la disciplina speciale vigente, affinché, nell’ottica dell’ottimizzazione della gestione della cosa pubblica, e del risparmio di risorse pubbliche, si rimuovano i privilegi ingiustificati dei quali gode il Comune di Campione d’Italia.

9/3118/29. Crosio, Reguzzoni, Nicola Molteni, Rivolta.”

 

Antonio Di Pietro indagato per illeciti nei rimborsi elettorali…

Roma, 22-06-2010
Noi non saremo qui a dare giudizi sulla notizia, non festeggeremo, non accuseremo, non grideremo al miracolo.

Nè tantomeno ci ergeremo a difensori di una giustizia che siamo certi farà il suo corso.

Siamo e resteremo garantisti, anche verso chi ha costruito la sua immagine su un retorico giustizialismo che ora sembra averlo inghiottito e digerito.

E’ giusto però, per una corretta informazione, riportare quanto la stampa scrive di lui: da Repubblica a Il Giornale, da Libero alla Stampa, dal Corriere della Sera a l’Unità.

Ecco di cosa è accusato Antonio Di Pietro:

” La Stampa “ : Liti, cause ed insulti. Eppure un tempo si erano tanto amati

Libero ” : Il flop che arrichi’ l’ ex pm

” il Giornale ” : Un esercito di creditori alla porta di Tonino

” il Corriere della Sera ” : Un inchiesta a sorpresa che scopre manovre dall’ esito incerto

” la Repubblica” : Di Pietro indagato per i rimborsi elettorali

” il Giornale” : Il pm senza casacca che mette sotto accusa l’ ex pm

” l’ Unità ” : L’ex pm: “ci sono già tre archiviazioni sul caso”

” Libero ” : Serve un giudice vero che faccia luce sui misteri di Tonino

Per una completa biografia sulla vita di Antonio di Pietro vi consigliamo:

Di Pietro – La storia vera

Autore: Filippo Facci

Incontro…

Evento…

Alessandro Nardone

Responsabile provinciale del Centro Studi e Osservatorio 

Cultura e Spettacolo de Il Popolo della Libertà

Il Sen. Alessio Butti ha presentato…

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02989

Atto n. 4-02989

Pubblicato il 13 aprile 2010
Seduta n. 357

BUTTI – Al Ministro dell’interno. -

Premesso che:

la direttiva 2005/60/CE del 26 ottobre 2005 ha imposto l’obbligo per gli Stati membri di procedere all’identificazione e verifica dell’identità di ogni cliente di una casa da gioco che acquisti o venda fiche di valore pari o superiore a 2.000 euro; la direttiva afferma inoltre che tale obbligo si considera già assolto dalle case da gioco soggette a controllo pubblico se procedono alla registrazione, all’identificazione e alla verifica dell’identità dei clienti al momento dell’ingresso o prima di esso, indipendentemente dall’importo dei gettoni da gioco acquistati; il decreto legislativo n. 231 del 21 novembre 2007, come modificato dal decreto legislativo. n. 151 del 25 settembre 2009, che recepisce la direttiva europea, prevede all’articolo 24, comma 2, un ulteriore e oneroso obbligo per le case da gioco in mano pubblica, non contemplato nella direttiva. Si prevede infatti per queste l’obbligo di ricollegare qualsiasi operazione di acquisto (o cambio) di fiche pari o superiore a 2.000 euro ai dati identificativi dei giocatori che hanno effettuato tali operazioni; purtroppo è di questi giorni la proposta ministeriale di “Regolamento in materia di obbligo di registrazione delle informazioni per le case da gioco”, adottato ai sensi dell’articolo 39, comma 4, del decreto legislativo n. 231 (antiriciclaggio), con decorrenza dal 30 aprile 2010, proposta che dà attuazione alla norma che, come detto, pone l’ulteriore obbligo per le case da gioco pubbliche di ricollegare qualsiasi operazione di acquisto (o cambio) di fiche pari o superiore a 2.000 euro ai dati identificativi dei giocatori; l’adozione di questo regolamento comporterebbe un aggravio dei costi di gestione e un inevitabile calo di clientela con evidenti e gravissime conseguenze per le quattro case da gioco italiane; inoltre, il provvedimento sarebbe del tutto inutile laddove rivolto alle case da gioco in mano pubblica e non porterebbe alcun beneficio concreto in termini di contributo alla lotta al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo; l’entrata in vigore di queste nuove misure renderebbe necessario dal punto di vista tecnico un complesso intervento sui software gestionali dei quattro casinò italiani con cui i dati di identificazione della clientela vengono trattati e registrati; ai problemi strutturali si aggiungerebbero nuovi obblighi in ambito organizzativo: il personale di cassa, ad esempio, sarebbe impiegato in nuove e ulteriori attività, quale la registrazione dei dati identificativi di tutti i clienti che effettuano un acquisto o un cambio di fiche per un importo uguale o superiore ai 2.000 euro, con un notevole aggravio organizzativo e un sensibile aumento delle code e dei tempi d’attesa per i clienti; da sottolineare poi l’impatto che la nuova norma avrebbe sui clienti che potrebbero percepire la continua richiesta di documenti d’identificazione personale e di registrazione delle proprie operazioni di acquisto o cambio (ad ogni operazione di 2.000 euro è richiesta l’esibizione di un documento d’identità o equivalente, ad esempio della carta di ingresso), come un’indebita seccatura o, peggio, una violazione della propria privacy; una riflessione specifica merita il casinò di Campione d’Italia che sarebbe particolarmente penalizzato dall’entrata in vigore di questo regolamento vista la vicinanza con i tre Casinò svizzeri di Lugano, Mendrisio e Locarno dove non vigono le restrittive disposizioni comunitarie ed italiane in materia; da sempre Federgioco si è mostrata molto critica nei confronti delle previsioni contenute nel suddetto decreto legislativo e ora riprese da questa proposta di regolamento che comporterebbe gravissime conseguenze economiche e gestionali per le case da gioco pubbliche, si chiede di sapere se il Governo non ritenga opportuno posporre l’entrata in vigore del “Regolamento in materia di obbligo di registrazione delle informazioni per le case da gioco” al 30 aprile 2012, onde far sì che le case da gioco italiane possano disporre di una tempistica idonea per i necessari adeguamenti richiesti dalla normativa e consentire contestualmente nuove ed approfondite riflessioni sul mutato mercato dei giochi avvenuto nel frattempo in Italia.