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Scritto da Anna Maria Rengo Giovedì 17 Dicembre 2009 09:32
Revocato lo sciopero al Casinò di Campione. Dopo circa quattro ore e mezzo si è conclusa ieri la riunione tra la Rsu e la casa da gioco, con la firma di un documento di revoca dello sciopero a fronte di un impegno preso dall’azienda ad aprire la trattativa del rinnovo contrattuale (scaduto tre anni fa) dal 27 gennaio prossimo con un termine massimo del 30 giugno 2010. “Siamo contenti – sottolinea Fiorenzo Dorigo, del Club della Libertà di Campione – che alla fine il buon senso e la constatazione dei fatti sulla situazione delicata che sta attraversando il casinò hanno fatto sì che lo sciopero rientrasse.
Sappiamo che i problemi rimangono, e con questo auspichiamo che da oggi in avanti le relazioni sindacali riprendono con serenità, serietà e responsabilità. I lavoratori insieme ai sindacati per l’ennesima volta hanno fatto vedere l’attaccamento per la propria azienda, ma ribadiamo che il malessere lavorativo rimane e in questo modo non si va da nessuna parte”.
Anche la Uil aveva sollevato ieri una serie di interrogativi alla proposta dei sei giorni di sciopero, da Santo Stefano a Capodanno promossa dalla rappresentanza sindacale unitaria del Casinò di Campione.
“Siamo consapevoli – aveva detto la Uil – che la situazione interna alla casa da gioco sia arrivata a un punto talmente basso e mai raggiunto fino ad ora che è necessario dare una svolta a questa empasse, il malessere lo si percepisce anche dallo sguardo dei lavoratori che si incrociano nei vari corridoi aziendali. I problemi sono talmente tanti che è difficile anche iniziare a sviscerarne uno. Senza dimenticare anche il reparto dato in appalto delle pulizie, che comunque è fondamentale per l’immagine che quest’azienda da alla clientela, anch’esso con grandi problemi mai risolti. Dopo questa premessa, bisogna avere il coraggio di uscire dai soliti schemi legati al passato, un’analisi della situazione fatta in modo concreta e che tenga presente cosa sta succedendo intorno a noi, è fondamentale per raggiungere un obbiettivo comune, lavoratore e azienda. A livello nazionale italiano il 2010 sarà un anno dove il settore del gioco verrà liberalizzato, in quanto si apriranno su tutto il territorio sale da gioco con la possibilità di installare slot machines con un potenziale di gioco simile a quello dei casinò, senza dimenticare che da gennaio partono anche i veri e propri casinò on-line. Tutto questo, insieme alla concorrenza che abbiamo delle due case da gioco svizzere e una legge anti-riciclaggio ancora più restrittiva, di certo il prossimo anno, con queste premesse, sarà un anno molto difficile”.
Si tira insomma un bel sospiro di sollievo, almeno sotto le feste natalizie. “Abbiamo illustrato all’amministratore delegato del Casinò, Antonio Resnati, tutte le nostre preoccupazioni per l’anno che si sta per aprire e per il moltiplicarsi dell’offerta di gioco, con particolare riferimento all’arriivo delle Vlt – sottolinea Gilberto Russo, delegato al direttivo regionale Uil – in questo contesto, la revoca dello sciopero va interpretata come un atto di responsabilità da parte di tutte le sigle sindacali”.
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PARLIAMO DEL PRESENTE PER PROGETTARE IL FUTURO
Mercoledi’ 2 dicembre alle ore 21,00 presso la sala riunione dell’Hotel Campione di Bissone, il Club della Libertà unitamente all’organizzazione nel Popolo della Libertà ha accolto un numeroso pubblico per un incontro quale preludio di altri incontri a tema.
Hanno fatto gli onori di casa Fiorenzo Dorigo (Club della Libertà) e Alessandro Nardone (Nel Popolo della Libertà), ospite della serata Giorgio Pozzi, Vice Coordinatore del Popolo della Libertà.
Dorigo ha anticipato gli argomenti che verranno portati al vaglio dei vertici provinciali del Pdl:
“inizia una nuova storia, ma è sempre la nostra storia”
Nardone ha spiegato il significato dello slogan “Anch’io partecipo, Merito, Decido”…… “molto, anzi tutto, è racchiuso in queste tre parole che, badate, non sono semplicemente uno slogan, ma la perfetta rappresentazione letterale dello spirito che anima questo nuovo capitolo della nostra avventura nel Popolo della Libertà. Ripartire, insomma, consci che in principio conterà più il viaggio della meta, chiaramente non disdegnando la meta, ma consapevoli che bisogna per prima cosa intraprendere il cammino.Per questo nasce “Nel Popolo della Libertà”, perché vogliamo dare il nostro contributo ad una causa nella quale crediamo con tutte le nostre forze, e intendiamo farlo in modo concreto, direttamente sul campo, stando tra la gente”.
Ha concluso la serata il Vice Coordinatore del Pdl Giorgio Pozzi che ha portato al pubblico anche i saluti del Senatore Butti, e ha sottolineato l’assoluta necessità del dialogo, dello stare tra la gente, Pozzi con una simpatica storiella ha voluto trasmetterci i suoi credo: la storiella del serpente finito in un tunnel completamente al buio che dopo varie traversie, si pone la domanda ….cosa c’è peggio del buio? la mancanza del dialogo Signore! Questa risposta racchiude quello che è il nostro nemico: la mancanza di dialogo….piu’ buio del buio! Grazie le piccole storie racchiudono le piu’ grandi verità.
Pozzi ci ha reso partecipi anche degli attacchi giunti in questi giorni al nostro premier, da vari settori della vita sociale, tesi ad infangarne il profilo e a tentare di impedire la proficua attività di governo finora realizzata.
Grazie, questa sarà la prima di tante altre serate e per stasera CIN CIN a TUTTI!
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Il giorno 2 dicembre a Campione d’Italia il Club della Libertà e l’associazione Nel popolo della libertà organizzeranno un incontro.
Saranno discussi, insieme ai vertici provinciali del PdL, i seguenti punti:
Durante la serata cercheremo di promuovere iniziative atte a sensibilizzare e coinvolgere il mondo politico nazionale a salvaguardia della peculiarità di Campione, relativamente all’aspetto socio-economico e a tutela della nostra Casa da Gioco. Si cercherà di analizzare nello specifico il problema delle videolotteries e l’impatto concorrenziale con la nostra Casa da Gioco.
Tenteremo quindi di dare il nostro contributo, affinché la legge possa essere rivista e migliorata nella sua specificità.
Altro argomento all’Ordine del Giorno riguarderà la situazione venutasi a creare per il mancato versamento del contributo economico da parte del Comune di Campione ai Comuni elvetici, il problema investe circa mille quattrocento cittadini (A.I.R.E.) attivi professionalmente nell’enclave italiana, ma residenti nei limitrofi comuni elvetici.
Come già ribadito, noi tutti ci adopereremo fattivamente per far si che la politica si faccia responsabilmente carico delle recenti emergenze del nostro territorio, mediante un piano strategico per la realizzazione dei nostri obiettivi affinché Campionesi e frontalieri possano tornare a vivere e a lavorare con la dovuta serenità.
| Il Presidente
Club della Libertà Ticino e Campione d’Italia |
Il Coordinatore
Nel Popolo della Libertà Provincia di Como |
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Cari Amici,
ti segnaliamo l’evento: Cena
La prossima settimana si terrà una cena per i simpatizzanti del Popolo della Libertà cui sono invitati Ministri e Membri del Governo, il Presidente Formigoni, il Presidente Podestà, il Sindaco Moratti e il Presidente Berlusconi e gli eletti ad ogni livello.
La cena si terrà
VENERDI’ 27 NOVEMBRE ALLE ORE 20.00 a MILANO.
Il costo a persona è di € 50,00. Il numero dei posti non è illimitato, quindi siete invitati a prenotare entro Martedì sera.
Cell.+41788032303 oppure scrivete all’indirizzo e-mail clubdellaliberta.ticino@gmail.com
Saluti.
Fiorenzo Dorigo
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Se si vota, Silvio stravince: Pdl al 38,5 Gianni Letta a un passo dalle dimissioni | 19/11/2009 | I sondaggi, si sa, sono misurazioni da ammortizzare con ogni molla possibile. E però, visto il continuo sussurrar di retroscena, vale la pena di ragionarci. Le rilevazioni di Piepoli avvalorano innanzitutto una considerazione già acquisita: la campagna tesa a screditare Berlusconi – sul piano personale e politico – non pare aver avuto contraccolpi sull’elettorato di centrodestra. Il Pdl aumenterebbe i consensi non solo rispetto alle Europee di giugno (+3,2%), ma anche in confronto alle vittoriose Politiche 2008 (+1,1). Mentre il Pd, nonostante un piccolo recupero (effetto Bersani?), resta distante, e ben sotto i numeri di due anni fa (-5,7%). C’è chi ritiene – Ipsos, per esempio – che ciò sia dovuto anche all’allontanamento dei cattolici dal fronte progressista. Altri pensano invece che solo una più decisa svolta eticamente laica potrebbe ridare al Pd l’identità perduta. Di certo c’è che, sempre secondo i sondaggisti, su quest’ambiguità di fondo i Democratici perdono consensi, da una parte e dall’altra. Sorprendono poi i piccoli passi indietro di Lega e Idv (si parla di -0,7 e -1 rispetto alle Europee). Ma la vera questione è legata al peso elettorale di Gianfranco Fini. In particolare, si cerca di capire quanti voti potrebbe perdere il Pdl in caso di rottura con il presidente della Camera. Secondo Nicola Piepoli, «Fini può al massimo aspirare alla metà dei voti che Alleanza Nazionale ha portato in dote al Popolo della libertà». In questo senso, gli ultimi risultati elettorali ottenuti con il simbolo di An – le Politiche 2006 – arrivavano al 12,3% dei consensi. All’epoca, però, la Lega – tanto per fare un esempio interno al centrodestra – registrava il 4,6%, oggi è a più del doppio. Peraltro, alla vigilia delle Politiche 2008 – esordio elettorale del Pdl -, gli esperti demoscopici stimavano fra 9 e 10% il peso di chi, senza partito unico, avrebbe votato An. Fini, dunque, potrebbe al massimo aspirare a un 4-5%. Una stima oltremodo positiva, che non tiene conto dei contraccolpi dovuti allo spostamento di linea politica dello stesso Fini – o perlomeno così è stato percepito – rispetto al passato. In questo senso, a Palazzo Chigi lo danno sotto al 3 per cento. E comunque, il divorzio con il Cavaliere è ancora un’ipotesi. (di Andrea Scaglia) Gianni Letta verso le dimissioni- Le parole del presidente del Senato, Renato Schifani, sul ritorno alle urne avrebbero mandato su tutte le furie il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Al punto che sarebbe stato ad un passo dalle dimissioni. “Così non si può andare avanti, toccare le prerogative del capo dello Stato sul potere di sciogliere le Camere è troppo”. Anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi frena. E dopo le dichiarazioni del presidente del Senato Renato Schifani, che ha parlato di voto anticipato nel caso dovesse venir meno la “compattezza” della maggioranza e che sono state definite “ovvie” dallo stesso premier, chiude senza tanti giri di parole: “Non ho mai pensato nulla di simile”, scrive il presidente del Consiglio in una nota. “Il mandato che abbiamo ricevuto dagli elettori – spiega il Cavaliere – è di governare per i cinque anni della legislatura, ed è questo l’impegno che stiamo già portando avanti con determinazione e che intendiamo concludere nell’interesse del Paese”. Il Cavaliere rassicura poi elettori e non sulla compattezza della maggioranza. “È solida – dice – anche al di là di una dialettica interna che comunque ne accentua le capacità ideative”. Certo è che, conclude il capo del governo, “se cadesse la maggioranza uscita dalle urne non se ne fa un’altra”. Quanto ad eventuali pressioni fatte sugli alleati per stringere i tempi sulla giustizia, Berlusconi nega: “Non ho chiesto niente”. Quanto agli ’screzi’ con il presidente della Camera Gianfranco Fini, sottolinea il Cavaliere, “non c’è nulla da chiarire. Ho già avuto un incontro con lui”. La tensione nel Pdl cresce e il premier cerca di mettere acqua sul fuoco. Da un lato ci sono Schifani e Maroni, che parlano della necessità di coesione all’interno della maggioranza per poter andare avanti a governare il Paese, dall’altro c’è Casini che giudica “improprie ed inappropriate” le “minacce” di Schifani: “Minacciare elezioni anticipate è come brandire una pistola scarica, mi meraviglio della disinvoltura del presidente Schifani; in assenza del Capo dello Stato dall’Italia”, ha sottolineato il leader dell’Udc, “ci sarebbe voluta una maggiore sensibilità istituzionale. Minacciare le elezioni è un fatto del tutto sterile. Non c’è nessuna possibilità – ha, quindi, aggiunto Casini – di elezioni anticipate, che possono essere previste solo dopo un ‘auto-affossamento’ del governo. Ma la maggioranza ha il dovere di governare fino alla fine della legislatura, indipendentemente dalle vicende giudiziarie di Berlusconi. Per altro non mi sembra che ci siano ragioni di paralisi, a parte quella del governo ma se il governo iniziasse a lavorare. Invece di perdere tempo minacciando elezioni anticipate, ricattando così i parlamentari, cominci a lavorare sulle cose serie”. “Compito del governo”, aveva dichiarato ieri la seconda carica dello Stato, “è lavorare per realizzare il programma concordemente definito al momento delle elezioni. Compito dell’opposizione è esercitare il proprio ruolo di critica e di proposta alternativa, in coerenza con il proprio mandato elettorale. Compito della maggioranza è garantire che in Parlamento il programma del governo trovi la compattezza degli eletti per approvarlo. Se questa compattezza viene meno, il risultato è il non rispetto del patto elettorale. Se ciò si verificasse, giudice ultimo non può che essere, attraverso nuove elezioni, il corpo elettorale”. Secondo Schifani “è sempre un atto di coraggio, di coerenza e correttezza verso gli elettori. Molti ordinamenti costituzionali da tempo accettano questi fondamentali principi di una democrazia matura. La scelta dei cittadini non va tradita, va rispettata fino in fondo, senza ambiguità ed incertezze. La politica non può permettersi di disorientare i propri elettori”. La seconda carica dello Stato sottolinea poi che “il venire meno di questi presupposti di corretta politica può determinare la fuga dei giovani dalla diretta partecipazione al governo del Paese. Questo allontanamento può fare spegnere la speranza del cambiamento, genera sfiducia nell’avvenire, provoca risentimenti”. Parole, queste, che trovano l’appoggio e il sostegno del ministro dell’Interno Roberto Maroni: “Per fare le riforme ci vuole una maggioranza compatta e noi abbiamo una vasta maggioranza e non abbiamo alibi, non possiamo dire che l’opposizione ci blocca. Se quindi la maggioranza è divisa, l’alternativa non può che essere quella indicata da Schifani”. Queste le parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a Tirana in visita ufficiale, commentando le dichiarazioni di ieri del presidente del Senato. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, invece, è convinto del contrario. “Non vedo aria di nuove elezioni. Noi abbiamo una maggioranza che è stata votata dagli italiani e che è molto vasta alla Camera e al Senato”. Alemanno sulle riforme condivise. “In generale quelle migliori si fanno assieme, ma si possono fare riforme di parte anche con l’appoggio della maggioranza parlamentare. Nello specifico credo si possa coinvolgere una parte della magistratura. Ma è evidente che ci sono pure delle emergenze da affrontare, da discutere all’interno degli organi di partito, alle cui decisioni tutti devono poi allinearsi. Ma il problema è che in passato ci sono stati tentativi improvvisati, mentre cerdo si debba affrontare la questione nell’interesse generale, in modo da raggiunge un duplice scopo”. Chiosa il sindaco della Capitale: “Da una parte evitare incursioni spericolate della magistratura, dall’altra approvare provvedimenti inattaccabili sulla costituzionalità. Sono convinto che vi sia un forte squilibrio in Italia tra politica e magistratura. Il primo soggetto è più debole rispetto al secondo: è un aspetto che va sanato”. Reazioni Pd e Idv- Così si pronuncia Bersani, leader del Pd, sulla possibilità di elezioni anticipate ventilata in queste ore: “Mi limito a considerare che questa dichiarazione di Schifani equivale a dire: il centro destra ha grossi problemi”. Non ha dubbi, invece Antonio Di Pietro. “La dichiarazione del presidente del Senato Renato Schifani non è una dichiarazione di distensione ma oserei dire che ha gli estremi del ricatto politico alla maggioranza”. E aggiunge: “Non vogliono andare alle elezioni perché non ne hanno nessuna voglia, né lui, né Berlusconi”. Il sondaggio del Foglio- Intanto questa mattina sul quotidiano diretto da Giuliano Ferrara è apparso un sondaggio che rivela come su 78 parlamentari di Pdl e Lega, solo 7 sono favorevoli allo scioglimento delle Camere. Ben 68 parlamentari, quindi, non condividono la necessità di ritornare alle urne, mentre solo 5 sono indecisi o non ne hanno idea. Il dato singolare è che nessuno dei parlamentari leghisti intervistati dichiara di volere le elezioni anticipate.
da www.libero-news.it, 19 novembre 2009
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Spett.le Corriere del Ticino Lugano Lettera aperta all’on. Edo Bobbià (membro della Commissione di Gestione del Consiglio di Stato del Canton Ticino) in materia di rapporti tra Campione d’Italia e il Canton Ticino
Consiglio di Stato di azzerare l’accordo con il Comune di Campione d’Italia, ci permettiamo
esprimere alcune considerazioni.
Se e’ indubitabile che l’Amministrazione Comunale di Campione, con la delibera di Giunta
Municipale del 16 giugno 2009, che ha revocato unilateralmente l’accordo del 13/3/2007
in materia di rapporti bilaterali tra l’enclave e il Cantone, ha certamente influito in maniera
negativa sui reciproci rapporti, riteniamo che non si possano, ne’ si debbano “buttare alle
ortiche” rapporti di buon vicinato e di fattiva e reciproca collaborazione maturati in piu’ di
trent’anni.
I cittadini di Campione sono certamente gli italiani piu’ vicini alla Svizzera.
Senza richiamare le arcinote affinità economiche geografiche, e’ da dire che l’arco della
nostra esistenza si sviluppa e caratterizza per gran parte in Svizzera: basterà richiamare il
fatto che per gran parte nasciamo in Svizzera, cresciamo intrattenendo qui rapporti sociali
e di amicizia, per poi, alla fine, sempre in Svizzera, chiudere la nostra vita, senza mai
essersi sentiti stranieri.
Riteniamo che anche Lei, on. Bobbià, possa giudicare questo percorso di vita davvero
particolare, che, comunque, lega reciprocamente noi campionesi al Suo Paese.
Siamo quindi convinti che in questa situazione non giovi a nessuno interrompere i rapporti,
ma che al contrario sia utile riprenderli sollecitamente.
Si potranno utilmente esaminare e quantificare congiuntamente, da una parte i servizi
utilizzati in Canton Ticino dalla Comunità Campionese (frequentazione scuole,
sistemazione strada Bissone/Campione, permessi di pesca e caccia, assistenza
amministrativa, ecc.), dall’altra i non indifferenti benefici economici che i cittadini di
Campione ordinariamente riversano al Canton Ticino e alle Sue imprese, quali, ad
esempio, i premi assicurativi, i servizi di trasporto, i telefoni, le auto, i servizi di
manutenzione, gli approvvigionamenti di merci e forniture di ogni genere, i servizi
finanziari, ecc.
L’equa rideterminazione dei rapporti economici consentirà certamente di superare le
attuali incomprensioni e di riallacciare i rapporti di buon vicinato e di stretta amicizia e
collaborazione tra il nostro piccolo territorio e il Canton Ticino.
Auspichiamo quindi che l’attuale situazione possa essere in breve superata, con
soddisfazione reciproca.
Con stima
Campione, li 10 novembre 2009
Roberto Canesi e Antonio Manicone, consiglieri comunali di Campione d’Italia
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